Fondersi fino a perdersi: il sottile confine tra amore e annullamento
- Dott.ssa Chiara Cleopatra

- 8 set
- Tempo di lettura: 2 min

Riconoscere la fusione relazionale non è solo un atto di consapevolezza, ma un gesto d'amore verso se stessə. Quando ci perdiamo per l'altro, perdiamo anche la possibilità di incontrarlo davvero.
Quando l'amore confina con la sparizione
Quante volte, in nome dell'amore, abbiamo messo tra parentesi noi stessə? La fusione nelle relazioni può iniziare come un desiderio sincero di vicinanza, ma talvolta evolve in un meccanismo che ci allontana da noi. Non si tratta più di costruire uno spazio comune, ma di dissolversi nell'altro, confondendo i confini, i bisogni, le emozioni.
Nel coaching e nella psicologia relazionale, questa dinamica prende il nome di *fusione simbiotica*. Non è una patologia, ma un pattern disfunzionale che mina la possibilità di un amore autentico, basato sulla presenza reciproca.
Il bisogno nascosto dietro la fusione
Secondo recenti studi in psicologia dell'attaccamento (Mikulincer & Shaver, 2019), la fusione nasce spesso da un bisogno antico di sicurezza e appartenenza. Chi ha vissuto esperienze relazionali precoci non sicure può sviluppare la convinzione che solo "annullandosi" per l'altro possa sentirsi degnə d'amore.
In questi casi, dire "no" diventa un pericolo. Essere autonomi appare come una minaccia al legame. Ma questo è un inganno del sistema nervoso, non una verità relazionale. Come ci ricorda anche Deb Dana nel suo lavoro sul sistema polivagale, la co-regolazione sana avviene solo quando ciascun individuo mantiene una propria integrità.
La differenza tra empatia e fusione
Spesso confondiamo l'empatia con la fusione. Ma l'empatia è la capacità di "sentire con" l'altro restando ancoratə a se stessə. La fusione, al contrario, è un inglobamento emotivo: ci sentiamo responsabili dell'altro, dei suoi stati d'animo, dei suoi comportamenti.
Nel lavoro di coaching relazionale, una domanda potente da porre è: "Di chi è questa emozione?" — un invito a rientrare nei propri confini emotivi e a distinguere ciò che sentiamo davvero da ciò che stiamo assorbendo.
Segnali che ti stai perdendo
Eviti il conflitto per paura di essere abbandonatə
Ti senti in colpa se ti prendi uno spazio personale
Dici sì quando vorresti dire no
Ti accorgi di imitare pensieri, gusti o ritmi dell’altrə
Provi ansia quando non ricevi risposte immediate
Questi segnali non sono un fallimento, ma un punto di partenza per ri-conoscerti.
Ritrovare il centro nella relazione
Ritrovare se stessə all’interno di un legame richiede coraggio e presenza. Significa riscoprire i propri confini non come muri, ma come membrane vitali che permettono lo scambio senza annullamento.
Nel metodo Trivìa, lavoriamo proprio su questo: la capacità di abitare il proprio spazio interiore mentre si resta in contatto autentico con l’altrə. Un percorso che coinvolge mente, corpo e simbolo, alla ricerca di una coerenza relazionale profonda.
Una pratica gratuita: la bussola del "me stesso"
Ogni sera, prenditi 5 minuti per chiederti:
Oggi, in quali momenti mi sono rispettatə?
Dove ho detto "sì" per paura?
Quando ho sentito di essere pienamente me stessə?
Annota le risposte. La consapevolezza è il primo passo verso relazioni più sane.
L'altro non ti vuole perfetto, ti vuole reale
Perdere se stessə non è un atto d'amore. L'amore maturo accoglie, ma non ingloba. Riconosce, ma non pretende. Accetta il mistero dell'altro, senza volerne fare una copia di sé.
Restare interi mentre si ama: questa è la sfida. E anche il dono più grande.








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