Embodied Cognition: come la mente è nel corpo
- Dott.ssa Chiara Cleopatra

- 8 ott
- Tempo di lettura: 3 min
La nuova frontiera tra psicologia, neuroscienze, frequenze e nutrizione
Per secoli abbiamo immaginato la mente come qualcosa di separato dal corpo: una sorta di regia invisibile che osserva e decide. Oggi, però, le scienze psicologiche e biologiche ci mostrano un’altra prospettiva: la mente non abita “nella testa”, ma si distribuisce attraverso il corpo, nei suoi sistemi sensoriali, nelle frequenze cellulari e perfino nel modo in cui ci nutriamo.
Questa visione prende il nome di Embodied Cognition, o cognizione incarnata: un approccio che integra filosofia, neuroscienze, psicologia e pratiche di riequilibrio energetico, mostrando come il corpo non sia solo un supporto, ma la condizione stessa del pensare e del sentire.
Embodied Cognition in psicologia: il corpo come matrice del pensiero
La psicologia contemporanea ha iniziato a superare il dualismo cartesiano grazie a studi fenomenologici e clinici che riconoscono il corpo come matrice di significati emotivi.
Secondo Thomas Fuchs (Università di Heidelberg, 2021), l’identità personale non si fonda solo sulla continuità narrativa della mente, ma sulla “memoria corporea incarnata”: gesti, posture, ritmi che conservano la nostra storia.
Una ricerca di Kiverstein & Miller (2020, Phenomenology and the Cognitive Sciences) sottolinea come l’embodiment influenzi direttamente la regolazione affettiva: ignorare i segnali corporei amplifica stati d’ansia e scissione identitaria.
In pratica: non è solo la mente che costruisce le emozioni, ma il corpo che le rende vive e riconoscibili. Da qui nasce il bi-pensiero emotivo: quando il corpo invia un segnale coerente, ma la mente – educata da modelli esterni – lo nega.
Neuroscienze ed Embodied Cognition: l’interocezione come bussola
Le neuroscienze affettive mostrano con chiarezza che il corpo e il cervello sono in dialogo costante.
Critchley & Garfinkel (2022, Nature Reviews Neuroscience) hanno descritto l’interocezione come capacità di percepire i segnali interni (battito cardiaco, respiro, tensioni viscerali). La loro accuratezza è correlata a una migliore regolazione emotiva e a decisioni più coerenti.
Söderström et al. (2022, Frontiers in Psychology) hanno mostrato come la soppressione cronica delle emozioni aumenti la tensione muscolare e generi un iperattivazione del sistema nervoso.
Nel quadro del predictive processing, Seth & Friston (2021) hanno evidenziato che le emozioni sono “inferenze interocettive”: previsioni su ciò che il corpo sta vivendo, che diventano esperienza soggettiva.
👉 In altre parole, sentiamo prima con il corpo, poi con la mente.
Frequenze e biorisonanza: l’armonia invisibile del corpo pensante
Un aspetto spesso trascurato è come la dimensione vibrazionale influenzi la nostra percezione e il nostro equilibrio. La biorisonanza secondo Paul Schmidt ha mostrato, in ricerche indipendenti pubblicate su riviste specialistiche, che ogni cellula risponde a specifiche frequenze, influenzando i processi biochimici e la percezione del benessere.
Hölzle & F. Senekowitsch (2021, Explore: The Journal of Science and Healing) hanno discusso l’impatto dei campi elettromagnetici sottili sulla regolazione autonoma.
Studi su frequenze armoniche dimostrano che oscillazioni a 7,83 Hz (la cosiddetta risonanza di Schumann) favoriscono uno stato di calma e coerenza cardiaca, creando un ponte tra sistema nervoso e percezione emotiva.
Queste evidenze suggeriscono che pensare non è solo un processo neuronale, ma una danza sottile tra onde, campi e segnali corporei che costruiscono la nostra esperienza.
Nutrizione ed Embodied Cognition: la prospettiva della MTC
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il corpo non è un contenitore di organi, ma un sistema di flussi energetici che interagiscono con mente ed emozioni.
Il cuore è sede dello Shen (spirito, coscienza): un’alimentazione sbilanciata che sovraccarica questo organo può portare a insonnia, ansia, confusione mentale.
Il fegato, associato all’elemento legno, governa la libera circolazione dell’energia: squilibri nutrizionali qui legati a grassi eccessivi o alcolici possono amplificare rabbia e frustrazione.
Studi recenti di Zhao et al. (2020, Journal of Integrative Medicine) hanno evidenziato correlazioni tra alimentazione tradizionale cinese, microbiota intestinale e stabilità emotiva.
Il cibo diventa così un linguaggio incarnato: ogni ingrediente nutre non solo il corpo, ma anche il campo emozionale che ci definisce.
La mente come corpo esteso
L’Embodied Cognition ci invita a cambiare paradigma:
La mente non è un software.
Le emozioni non sono illusioni.
Il corpo non è un involucro.
Siamo unità complesse, dove frequenze, nutrizione, interocezione e memoria corporea dialogano costantemente. Capire come la mente sia nel corpo significa recuperare coerenza: imparare a fidarci del sentire, a leggere i messaggi corporei e ad accogliere i limiti come risorse di equilibrio.
E in un mondo dove il bi-pensiero ci divide tra “ciò che sentiamo” e “ciò che dovremmo essere”, questa consapevolezza può restituirci autenticità, libertà e salute integrata.








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