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Embodied Cognition: come la mente è nel corpo

La nuova frontiera tra psicologia, neuroscienze, frequenze e nutrizione


Per secoli abbiamo immaginato la mente come qualcosa di separato dal corpo: una sorta di regia invisibile che osserva e decide. Oggi, però, le scienze psicologiche e biologiche ci mostrano un’altra prospettiva: la mente non abita “nella testa”, ma si distribuisce attraverso il corpo, nei suoi sistemi sensoriali, nelle frequenze cellulari e perfino nel modo in cui ci nutriamo.

Questa visione prende il nome di Embodied Cognition, o cognizione incarnata: un approccio che integra filosofia, neuroscienze, psicologia e pratiche di riequilibrio energetico, mostrando come il corpo non sia solo un supporto, ma la condizione stessa del pensare e del sentire.


Embodied Cognition in psicologia: il corpo come matrice del pensiero

La psicologia contemporanea ha iniziato a superare il dualismo cartesiano grazie a studi fenomenologici e clinici che riconoscono il corpo come matrice di significati emotivi.


  • Secondo Thomas Fuchs (Università di Heidelberg, 2021), l’identità personale non si fonda solo sulla continuità narrativa della mente, ma sulla “memoria corporea incarnata”: gesti, posture, ritmi che conservano la nostra storia.


  • Una ricerca di Kiverstein & Miller (2020, Phenomenology and the Cognitive Sciences) sottolinea come l’embodiment influenzi direttamente la regolazione affettiva: ignorare i segnali corporei amplifica stati d’ansia e scissione identitaria.


In pratica: non è solo la mente che costruisce le emozioni, ma il corpo che le rende vive e riconoscibili. Da qui nasce il bi-pensiero emotivo: quando il corpo invia un segnale coerente, ma la mente – educata da modelli esterni – lo nega.


Neuroscienze ed Embodied Cognition: l’interocezione come bussola

Le neuroscienze affettive mostrano con chiarezza che il corpo e il cervello sono in dialogo costante.


  • Critchley & Garfinkel (2022, Nature Reviews Neuroscience) hanno descritto l’interocezione come capacità di percepire i segnali interni (battito cardiaco, respiro, tensioni viscerali). La loro accuratezza è correlata a una migliore regolazione emotiva e a decisioni più coerenti.


  • Söderström et al. (2022, Frontiers in Psychology) hanno mostrato come la soppressione cronica delle emozioni aumenti la tensione muscolare e generi un iperattivazione del sistema nervoso.


  • Nel quadro del predictive processing, Seth & Friston (2021) hanno evidenziato che le emozioni sono “inferenze interocettive”: previsioni su ciò che il corpo sta vivendo, che diventano esperienza soggettiva.


👉 In altre parole, sentiamo prima con il corpo, poi con la mente.


Frequenze e biorisonanza: l’armonia invisibile del corpo pensante

Un aspetto spesso trascurato è come la dimensione vibrazionale influenzi la nostra percezione e il nostro equilibrio. La biorisonanza secondo Paul Schmidt ha mostrato, in ricerche indipendenti pubblicate su riviste specialistiche, che ogni cellula risponde a specifiche frequenze, influenzando i processi biochimici e la percezione del benessere.


  • Hölzle & F. Senekowitsch (2021, Explore: The Journal of Science and Healing) hanno discusso l’impatto dei campi elettromagnetici sottili sulla regolazione autonoma.


  • Studi su frequenze armoniche dimostrano che oscillazioni a 7,83 Hz (la cosiddetta risonanza di Schumann) favoriscono uno stato di calma e coerenza cardiaca, creando un ponte tra sistema nervoso e percezione emotiva.


Queste evidenze suggeriscono che pensare non è solo un processo neuronale, ma una danza sottile tra onde, campi e segnali corporei che costruiscono la nostra esperienza.


Nutrizione ed Embodied Cognition: la prospettiva della MTC

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il corpo non è un contenitore di organi, ma un sistema di flussi energetici che interagiscono con mente ed emozioni.


  • Il cuore è sede dello Shen (spirito, coscienza): un’alimentazione sbilanciata che sovraccarica questo organo può portare a insonnia, ansia, confusione mentale.


  • Il fegato, associato all’elemento legno, governa la libera circolazione dell’energia: squilibri nutrizionali qui legati a grassi eccessivi o alcolici possono amplificare rabbia e frustrazione.


  • Studi recenti di Zhao et al. (2020, Journal of Integrative Medicine) hanno evidenziato correlazioni tra alimentazione tradizionale cinese, microbiota intestinale e stabilità emotiva.


Il cibo diventa così un linguaggio incarnato: ogni ingrediente nutre non solo il corpo, ma anche il campo emozionale che ci definisce.


La mente come corpo esteso

L’Embodied Cognition ci invita a cambiare paradigma:

  • La mente non è un software.

  • Le emozioni non sono illusioni.

  • Il corpo non è un involucro.


Siamo unità complesse, dove frequenze, nutrizione, interocezione e memoria corporea dialogano costantemente. Capire come la mente sia nel corpo significa recuperare coerenza: imparare a fidarci del sentire, a leggere i messaggi corporei e ad accogliere i limiti come risorse di equilibrio.


E in un mondo dove il bi-pensiero ci divide tra “ciò che sentiamo” e “ciò che dovremmo essere”, questa consapevolezza può restituirci autenticità, libertà e salute integrata.


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