Come si regolano i confini nella coppia?
- Dott.ssa Chiara Cleopatra

- 11 set
- Tempo di lettura: 3 min
Imparare a dire “noi” senza perdere il “sé”

“L’amore maturo dice: ‘Ho bisogno di te perché ti amo’. L’amore immaturo dice: ‘Ti amo perché ho bisogno di te’.” — Erich Fromm
In ogni relazione, e in particolare nelle relazioni di coppia, il tema dei confini è tanto sottile quanto centrale. Molto più di una semplice “barriera” tra me e l’altro, il confine è una funzione psichica fondamentale per riconoscere i nostri bisogni, affermare la nostra identità, comunicare in modo autentico e rispettare quella dell’altrə.
Eppure, parlare di confini nella coppia sembra quasi un tabù. In una cultura che esalta la fusione romantica — “due cuori e una capanna”, “l’altra metà della mela” — il rischio è che i confini vengano vissuti come una minaccia all’intimità, un segnale di distanza o, peggio ancora, di mancanza d’amore.
La verità è esattamente l’opposto: i confini sani sono il fondamento delle relazioni sane.
Cosa sono i confini relazionali?
Secondo la psicologa clinica Nina Brown (2010), possiamo distinguere quattro principali tipi di confine relazionale:
Confini rigidi – chiusura emotiva, isolamento, autosufficienza esasperata
Confini porosi – difficoltà a dire no, tendenza a farsi carico dei problemi altrui
Confini caotici – alternanza tra invasione e ritiro, dipendenza-affettiva instabile
Confini sani – capacità di ascolto, empatia e rispetto reciproco, mantenendo la propria identità
In una coppia, questi modelli si intrecciano in modo dinamico e spesso inconscio. Può accadere che un partner mantenga confini rigidi, mentre l’altro tenda a dissolversi nel bisogno dell’altrə. Questo crea disequilibrio e, nel tempo, può generare conflitti silenziosi, manipolazioni, senso di colpa o distacco emotivo.
I confini nella psicologia dell’attaccamento
Il modo in cui gestiamo i confini affonda le radici nelle prime relazioni significative.
Chi ha sviluppato un attaccamento sicuro tende ad avere confini più chiari e flessibili, sa esprimere i propri bisogni e accogliere quelli dell’altrə.
Al contrario, le persone con attaccamento ansioso o evitante possono oscillare tra bisogno e rifiuto, tra eccesso di prossimità e paura dell’intimità.
🔍 Studi recenti (Mikulincer & Shaver, 2019) confermano che una comunicazione aperta sui propri limiti rafforza il senso di sicurezza nella coppia.
Perché i confini fanno bene all’amore?
In una relazione sana:
dire “no” è un atto di autenticità, non di egoismo
stabilire spazi personali nutre il desiderio, anziché spegnerlo
esprimere disaccordo rafforza la fiducia, se gestito con rispetto
condividere i limiti emotivi riduce l’ambiguità e aumenta la connessione
Il confine, in questo senso, non è una porta chiusa, ma una soglia consapevole da attraversare insieme. È il luogo in cui io mi incontro con te, portando me stessə e accogliendo te, senza invadere né rinunciare.
Quando il confine si rompe
Le dinamiche di fusione simbiotica, codipendenza, iper-controllo o rifiuto dell’intimità sono tutte spie di un sistema relazionale in difficoltà. Alcuni segnali:
Senso di colpa se si ha bisogno di stare da solə
Timore costante di abbandono o di tradimento
Incapacità di prendere decisioni autonomamente
Evitamento di conflitti per paura di perdere l’altro
Difficoltà a riconoscere emozioni proprie e altrui
In questi casi, è fondamentale un lavoro individuale e/o di coppia per ricostruire un equilibrio relazionale basato sul rispetto reciproco dei confini.
Il coaching relazionale: una palestra per i confini
In ambito di coaching relazionale e psicologia integrata, il lavoro sui confini diventa un allenamento costante alla:
auto-ascolto profondo
comunicazione non violenta
ristrutturazione delle credenze limitanti
espressione assertiva del sé
Attraverso strumenti come la mappa relazionale, il linguaggio simbolico, il dialogo interiore e il corpo come specchio delle emozioni, è possibile riscrivere i confini in modo sano e coerente con i propri valori più autentici.
Un invito alla consapevolezza
“Non c’è vera intimità senza un sano senso di separazione.” — Harriet Lerner, The Dance of Intimacy
Imparare a regolare i confini nella coppia non significa erigere muri, ma costruire ponti solidi. Non si tratta di allontanarsi dall’altro, ma di avvicinarsi senza perdersi.
È una pratica d’amore profondo, per sé e per chi si sceglie.
✨ Esercizio pratico: “La Mappa dei Confini”
Prendi due fogli bianchi.
Su uno scrivi: “Spazio di ciò che è solo mio”. Sul secondo: “Spazio di ciò che possiamo condividere”.
Annota tutto ciò che appartiene a ciascuno di questi due mondi: emozioni, bisogni, abitudini, tempi, gesti, parole, silenzi.
Poi chiediti:
🔸 C’è qualcosa che sto lasciando invadere?
🔸 C’è qualcosa che vorrei proteggere di più?
🔸 Cosa posso fare oggi per onorare il mio spazio e quello dell’altro/a?
Se vuoi approfondire come lavorare sui confini nelle tue relazioni, puoi esplorare i miei percorsi integrati qui.
Ogni relazione che funziona comincia da un incontro autentico con sé stessə.








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