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Come si regolano i confini nella coppia?

Imparare a dire “noi” senza perdere il “sé”


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“L’amore maturo dice: ‘Ho bisogno di te perché ti amo’. L’amore immaturo dice: ‘Ti amo perché ho bisogno di te’.”  — Erich Fromm

In ogni relazione, e in particolare nelle relazioni di coppia, il tema dei confini è tanto sottile quanto centrale. Molto più di una semplice “barriera” tra me e l’altro, il confine è una funzione psichica fondamentale per riconoscere i nostri bisogni, affermare la nostra identità, comunicare in modo autentico e rispettare quella dell’altrə.

Eppure, parlare di confini nella coppia sembra quasi un tabù. In una cultura che esalta la fusione romantica — “due cuori e una capanna”, “l’altra metà della mela” — il rischio è che i confini vengano vissuti come una minaccia all’intimità, un segnale di distanza o, peggio ancora, di mancanza d’amore.


La verità è esattamente l’opposto: i confini sani sono il fondamento delle relazioni sane.


Cosa sono i confini relazionali?

Secondo la psicologa clinica Nina Brown (2010), possiamo distinguere quattro principali tipi di confine relazionale:

  1. Confini rigidi – chiusura emotiva, isolamento, autosufficienza esasperata

  2. Confini porosi – difficoltà a dire no, tendenza a farsi carico dei problemi altrui

  3. Confini caotici – alternanza tra invasione e ritiro, dipendenza-affettiva instabile

  4. Confini sani – capacità di ascolto, empatia e rispetto reciproco, mantenendo la propria identità


In una coppia, questi modelli si intrecciano in modo dinamico e spesso inconscio. Può accadere che un partner mantenga confini rigidi, mentre l’altro tenda a dissolversi nel bisogno dell’altrə. Questo crea disequilibrio e, nel tempo, può generare conflitti silenziosi, manipolazioni, senso di colpa o distacco emotivo.


I confini nella psicologia dell’attaccamento

Il modo in cui gestiamo i confini affonda le radici nelle prime relazioni significative.


Chi ha sviluppato un attaccamento sicuro tende ad avere confini più chiari e flessibili, sa esprimere i propri bisogni e accogliere quelli dell’altrə.

Al contrario, le persone con attaccamento ansioso o evitante possono oscillare tra bisogno e rifiuto, tra eccesso di prossimità e paura dell’intimità.


🔍 Studi recenti (Mikulincer & Shaver, 2019) confermano che una comunicazione aperta sui propri limiti rafforza il senso di sicurezza nella coppia.


Perché i confini fanno bene all’amore?

In una relazione sana:

  • dire “no” è un atto di autenticità, non di egoismo

  • stabilire spazi personali nutre il desiderio, anziché spegnerlo

  • esprimere disaccordo rafforza la fiducia, se gestito con rispetto

  • condividere i limiti emotivi riduce l’ambiguità e aumenta la connessione


Il confine, in questo senso, non è una porta chiusa, ma una soglia consapevole da attraversare insieme. È il luogo in cui io mi incontro con te, portando me stessə e accogliendo te, senza invadere né rinunciare.


Quando il confine si rompe

Le dinamiche di fusione simbiotica, codipendenza, iper-controllo o rifiuto dell’intimità sono tutte spie di un sistema relazionale in difficoltà. Alcuni segnali:

  • Senso di colpa se si ha bisogno di stare da solə

  • Timore costante di abbandono o di tradimento

  • Incapacità di prendere decisioni autonomamente

  • Evitamento di conflitti per paura di perdere l’altro

  • Difficoltà a riconoscere emozioni proprie e altrui


In questi casi, è fondamentale un lavoro individuale e/o di coppia per ricostruire un equilibrio relazionale basato sul rispetto reciproco dei confini.


Il coaching relazionale: una palestra per i confini

In ambito di coaching relazionale e psicologia integrata, il lavoro sui confini diventa un allenamento costante alla:

  • auto-ascolto profondo

  • comunicazione non violenta

  • ristrutturazione delle credenze limitanti

  • espressione assertiva del sé


Attraverso strumenti come la mappa relazionale, il linguaggio simbolico, il dialogo interiore e il corpo come specchio delle emozioni, è possibile riscrivere i confini in modo sano e coerente con i propri valori più autentici.


Un invito alla consapevolezza

“Non c’è vera intimità senza un sano senso di separazione.” — Harriet Lerner, The Dance of Intimacy

Imparare a regolare i confini nella coppia non significa erigere muri, ma costruire ponti solidi. Non si tratta di allontanarsi dall’altro, ma di avvicinarsi senza perdersi.

È una pratica d’amore profondo, per sé e per chi si sceglie.


Esercizio pratico: “La Mappa dei Confini”

Prendi due fogli bianchi.

Su uno scrivi: “Spazio di ciò che è solo mio”. Sul secondo: “Spazio di ciò che possiamo condividere”.

Annota tutto ciò che appartiene a ciascuno di questi due mondi: emozioni, bisogni, abitudini, tempi, gesti, parole, silenzi.

Poi chiediti:


🔸 C’è qualcosa che sto lasciando invadere?

🔸 C’è qualcosa che vorrei proteggere di più?

🔸 Cosa posso fare oggi per onorare il mio spazio e quello dell’altro/a?


Se vuoi approfondire come lavorare sui confini nelle tue relazioni, puoi esplorare i miei percorsi integrati qui.


Ogni relazione che funziona comincia da un incontro autentico con sé stessə.

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